È un gioco.

​La guardi. La progetti disperatamente. 

La ipotizzi, la sistemi. La componi per poi smontarla l’attivo dopo. Ti diverti. È un gioco. 

Pensi che verrà da se. Che ordine? Forse l’ordine non è poi così importante. Forse è meglio ricominciare da capo. Poi arriva, la vita intendo. I grandi sognatori, codardi, si fanno da parte. -M

Annunci

Sei tu.

​Solitamente era una gran chiacchierona. Trovava sempre un argomento, anche quello più banale sarebbe andato bene. Credo che odiasse i silenzi. E se qualcosa non andava saresti riuscito a capirlo a chilometri di distanza. Chiunque la conoscesse avrebbe capito. Era la roccia che tutti desiderano essere, l’attimo dopo l’insicurezza che si scansa come la peste. Ma andava bene e lei era brava a mescolare bene il tutto. Lei era così. Sapeva nascondersi bene, ormai quasi come un gioco. Una serie di paletti da oltrepassare , ancorati fin troppo bene, per arrivare a lei. Eppure certi giorni si chiedeva se davvero fosse lei così brava a nascondersi o le persone così facili ad arrendersi. Infondo non era poi così difficile trovarla, era messa li da una vita. Non sarebbe mai uscita da sola allo scoperto senza qualcuno che la tirasse fuori di peso. Qualcuno così testardo da gridarle bene in faccia che non si sarebbe arreso. Qualcuno che le avrebbe stretto la faccia la tra le mani e urlato che i paletti sono per deboli di cuore e che li avrebbe fatti cadere per lei. Sapeva che non sarebbe stato così facile, avrebbe semplicemente detto a quel ragazzo di stare al posto suo.

-M-

Tu resti la stessa.

​Uno, due, tre…

I giorni più belli da contare, adesso da ricordare. Oltre le aspettative. Un percorso non lineare. Cambia il giorno, il tempo , chi hai accanto.Forse diversa per chi non sa guardarti, tu resti   la stessa. 

-M-

Era una bella storia…

Che di tutto l’amor narrato, colse nulla perché non conosceva. Non conosceva il linguaggio, non ne colse le figure e le parve che forse stesse un po’ troppo fantasticando. E continuava a raccontare e ad ogni parola alternava sorrisi felici e poi amari. Ma lei il senso di quelle frasi non riusciva a comprenderlo. Poi le continuò a raccontare di lunghe lettere, lunghe attese, lunghe sere trascorse al mare. Raccontava di quell’amore con cuore pieno e le profonde rughe accompagnavano i suoi grandi occhi quando ricordava e sorrideva con aria stanca. Era stanca per gli anni passati che adesso le ricordavano che non era più la ragazzina di un tempo. Lei ascoltava il suo racconto ma senza comprenderne il senso. Di tutto quell”amore che le stavano narrando , di quel racconto, lei aveva conosciuto una bozza scritta male e cestinata nel giro di qualche minuto….